Ragazzi sempre più svogliati, demotivati, disinteressati a fronte di un vuoto relazionale e di prospettive future (parte 1°)

Un numero crescente di condizioni di disagio degli adolescenti si va manifestando nel nostro tempo, con l’apparire di forme inconsuete e nuove, o che in altre epoche erano rese latenti da fattori socio-culturali e differenti dinamiche relazionali. I repentini cambiamenti che si sono prodotti nella realtà sociale nelle ultime decadi includono elementi non sempre facili da identificare, capaci di "ferire" i bambini e gli adolescenti più di quanto non accadesse alla metà del secolo scorso. Tra questi appaiono più evidenti l’instabilità della famiglia, la riduzione degli spazi per relazioni interpersonali non strumentali, l’esposizione a un clima di disattenzione e in qualche caso di violenza in cui i bambini si trovano a crescere, la crisi delle ideologie politiche e delle fedi religiose con un impoverimento della percezione del futuro e delle risposte ai quesiti di senso.

Proprio in relazione a queste nuove problematiche sociali e ambientali, occorre prestare attenzione non soltanto alle forme di disagio conclamate e riconducibili a evidenti psicopatologie, ma soprattutto le situazioni di confine, spesso subcliniche e non facilmente diagnosticabili.

 

Una diffusa condizione che può essere presente nella prima giovinezza, è quella caratterizzata da un deficit della percezione delle gratificazioni: è la stessa condizione temperamentale che conduce un certo tipo di preadolescenti e adolescenti a ricercare un forte impatto emozionale al di fuori delle esperienze quotidiane. Spesso questi ragazzi manifestano impulsività, sono particolarmente suscettibili alla noia, sono intolleranti alla frustrazione dell’attesa nei confronti di obiettivi progettuali, hanno un

temperamento con ricerca del nuovo e dello straordinario (ricerca di forti sensazioni), una propensione alla trasgressione, si possono esporre al rischio e ai comportamenti illegali...

 

Appare anche chiaro come proprio questi adolescenti siano i più vulnerabili per la facilità a sperimentare e a rimanere impigliati nell’abuso di alcool e nell’impiego di sostanze.

 

Sempre da annoverare tra le forme di disagio non conclamate, e non incluse tra i disturbi clinici considerati dalla psichiatria ufficiale, è quel livello di malessere connesso con uno stato amotivazionale, e con la tendenza a vivere alla superficie di se stessi, con un'evidente incapacità a comunicare soprattutto nel campo emozionale: una sorta di "desertificazione" emozionale, che comporta sia una mancata percezione e consapevolezza degli stati emotivi propri, sia la difficoltà a decodificare il modo di sentire degli altri. Questi ragazzi appaiono svogliati e disinteressati, irritabili, inconsistenti non sanno appassionarsi ad alcuna attività anche ricreazionale, possono avere un vago atteggiamento oppositivo nei confronti degli adulti, si dimostrano disponibili ai compromessi per la copertura delle esigenze consumistiche, ..

 

Questi ragazzi, dal canto loro, possono mostrare notevoli difficoltà nelle relazioni interpersonali, con forme di comunicazione povera, ristretta all’aggredire e al dipendere.

 

In una famiglia spesso tutta polarizzata sul denaro, a qualunque ceto sociale appartenga, e propensa a svalutare la cultura e la scuola, se non come ambiti che consentono uno stato socio-economico più avanzato, la mancanza di riferimenti valoriali e di fondamenti per la progettualità della persona conduce a una dispercezione del futuro che, anch’essa, può indurre nell’adolescente disforia e malumore, senso di inadeguatezza e disillusione precoce.

 

Sempre più diffuse inoltre negli ultimi anni le forme di iperattività con deficit d’attenzione, alcune verosimilmente associate a un vero e proprio stato di malattia, in altri casi il tratto iperattivo e le difficoltà attentive appaiono più sfumati e coinvolti con elementi relazionali, familiari e ambientali. Questi bambini possono avere una scarsa capacità di concentrarsi e di attenzione, essere impulsivi, incapaci a stare fermi, avere difficoltà di apprendimento e a portare a termine un compito loro assegnato.

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Commenti: 5
  • #1

    Anonimo (mercoledì, 03 giugno 2015 17:27)

    Ed invece voi? Vi possiamo capire che voi siete i "grandi". Ma questo discorso c'è sempre stato fin dall antichità, non possiamo essere perfetti ma questo discorso è nato dal fatto che voi avete visto noi odiare la scuola, ma noi la odiamo solo perché vogliamo una vita di cui noi siamo i grandi e voi non potete più dirci quello che è giusto da fare, noi stiamo uscendo dalla fase del crescita e vogliamo farci una vita nostra senza alcun ordine da rispettare

  • #2

    Anonimo2001 (mercoledì, 28 ottobre 2015 22:23)

    Quanti paroloni! alla fine sto discorso sembra uscito da un libro di storia e sono sicura che se lo facesi leggere ad un adolescente svogliato (ammesso che lo leggerebbe veramente) mi direbbe: embbeh?

  • #3

    Nuanda (lunedì, 05 settembre 2016 01:14)

    E invece io mi ci rivedo eccome..forse perchè ormai non son piu giovanissimo (29) o perche ho sempre avuto una piu o meno innata lucidità per queste cose.
    Specialmente credo molto quando si parla di "crisi delle ideologie politiche e delle fedi religiose con un impoverimento della percezione del futuro e delle risposte ai quesiti di senso". E' una cosa che ho sentito molto già dall' adolescenza, e credo si possa riassumere nel concetto di "nichilismo".
    Così come capisco la ricerca dell' eccezionalità, dello straordinario nell'emozionale, vedi droghe ed esperienze estreme...Spesso mi dico che è già tanto se non son diventato un tossico peso e sopravvivo in questo grigiore..

  • #4

    scfp (giovedì, 20 ottobre 2016 14:40)

    Molto interessante... una spiegazione utile su qualcosa che è molto presente al giorno d'oggi. Più che altro dovrebbe rinviare ad altri articoli che spiegano in modo più approfondito ogni singolo caso di cui si parla.

  • #5

    Mary (giovedì, 06 aprile 2017 12:35)

    Sono d'accordo quasi su tutto...... Ma i genitori come possono aiutare il ragazzo..... cosa possono fare?